
Autore: Rossana Giusti
Data di pubblicazione: 23 marzo 2020
Finanza, il punto di una crisi esogena
Il 24 febbraio siamo stati catapultati in una crisi finanziaria con una velocità e violenza tali da far dire:“scusa cosa è successo, ma non andava tutto bene?”
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Vero, non c’era nessuna crisi economica, nessuna crisi di liquidità, nessuna crisi sistemica e il debito pubblico era ordinatamente gestito dai governi degli Stati dell’Unione.
E invece un nemico invisibile ha deciso di arrivare in mezzo a tutti noi esseri umani del globo terrestre, scatenando l’inferno.
E’ uno shock esogeno che interrompe le nostre abitudini, ferma le nostre aziende e costringe gli Stati a spendere enormi risorse per curare la nostra salute.
Lo shock esogeno ha però provocato una crisi economica delle cui dimensioni ancora non sappiamo.
Una cosa importante però la sappiamo: che una crisi economica, da qualunque parte essa arrivi, si affronta con l’iniezione di denaro da parte dello Stato. Denaro che viene destinato a rafforzare il SSN e le strutture ospedaliere in questo caso di Covid-19 e che serve a sostenere le aziende che bruscamente hanno dovuto interrompere le loro attività perdendo fatturato ma non i costi fissi dell’impresa; denaro che viene speso anche per sostenere i consumi creando opportunità di lavoro per chi lo ha perso.
Da quando abbiamo la UE, questo compito è stato tolto alla Banca D’Italia e demandato alla BCE, ma la numero uno Christine Lagarde ha visto bene di dire, circa una settimana fa, che non era propriamente un compito della BCE ma dei governi, provocando un profondo rosso nel nostro spread BTP/Bund che ha iniziato a fluttuare pericolosamente.
Non so se questa infelice affermazione sia frutto del fatto che il problema in quel momento lo aveva solo l’Italia, ma proprio ieri sera – 18 marzo – in seduta serale la Francia, timorosa che anche il suo spread potesse precipitare come il nostro, ha visto bene di convocare il Consiglio Direttivo della BCE e finalmente sono arrivati 750 miliardi di Euro a sostegno della crisi da Coronavirus per l’Europa.
Finalmente i mercati finanziari che hanno lasciato lacrime e sangue sui listini in queste ultime tre settimane, oggi trovano una pausa e un po’ di fiducia nel futuro.
Speriamo che sia duratura.
Dalla Commissione europea e dalla Banca Centrale stanno arrivando tutti gli strumenti utili a risolvere questa crisi, tutti quei mezzi che nel corso degli anni, facendo tesoro di quanto accaduto in analoghi eventi passati, abbiamo imparato efficacemente ad usare.
Intanto questo momento di sollievo ci dà fiducia, in attesa di leggere le evoluzioni dei prossimi giorni e in attesa delle norme attuative degli aiuti che ci sono stati promessi.
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